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Coronavirus, nuovo vaccino al vaglio dell’Ema: ecco come funziona il siero col virus “inattivato”

L'azienda francese Valneva ha prodotto il vaccino VLA2011 con caratteristiche uniche: ecco tutti i dettagli e quando potrebbe essere pronto

Coronavirus, nuovo vaccino al vaglio dell’Ema: ecco come funziona il siero col virus “inattivato”
Foto PixaBay

L’azienda francese Valneva ha prodott il vaccino VLA2001, il primo siero anti Covid-19 con virus “inattivato”

La variante Omicron (sudafricana) del coronavirus rischia di mettere in discussione l’efficacia dei vaccini anti Covid-19: i ricercatori e gli scienziati di tutto il mondo hanno lavorato sodo per diversi mesi al fine di trovare, con successo, diversi sieri in grado di contenere la pericolosità del virus. La particolarità del Sars-Cov2 però, oltre alla facilità con cui si può contrarre, è la sua straordinaria capacità di mutare nel tempo il che lo rende in grado di aggirare in qualche modo gli anticorpi. Sembrerebbe un circolo vizioso ma ecco che potrebbe arrivare un nuovo alleato nella lotta contro il “nemico invisibile”. Si tratta del vaccino VLA2001, prodotto dall’azienda francese Valneva, che è ora al vaglio dell’Ema per la sua efficacia. Si tratta del primo siero anti Covid-19 con virus “inattivato“. Vediamo cosa significa.

Le caratteristiche del vaccino Valneva

Il siero VLA2001 ha una caratteristica unica: esso contiene il virus inattivato (ucciso), che dunque non può causare la malattia, e contiene anche due “adiuvanti”, sostanze che aiutano a rafforzare la risposta immunitaria al vaccino. Dunque se questo siero viene inoculato nell’organismo, il sistema immunitario identifica il virus inattivato come estraneo e produce anticorpi. A quel punto se lo stesso soggetto dovesse contrarre il Covid-19 l’organismo è in grado di contrastarlo. Il che, appunto, è il “compito” di ogni vaccino. ECCO QUANDO POTREBBE ARRIVARE LA FINE DELLA PANDEMIA SECONDO I VIROLOGI

Cosa succede ora

L’Ema (Agenzia Europea del Farmaco) ha manifestato interesse nei confronti del vaccino di Valneva ed è in attesa dei risultati completi degli studi di laboratorio, che però non sono test clinici. Se i risultati saranno confortanti si procederà con gli esami clinici e, se tutto andrà bene, l’ente scientifico potrebbe dare l’ok all’introduzione di un nuovo vaccino anti coronavirus che si aggiungerebbe ai già presenti sieri di Pfizer/BioNTech e Moderna. Le tempistiche però potrebbero essere lunghe, arrivando fino alla prima parte del 2022.

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Marco Reda

Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.

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