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Coronavirus, virologi in tv solo se autorizzati: scoppia la polemica. Ecco cosa sta succedendo

Covid-19, in ordine del giorno approvato alla Camera fa scoppiare la polemica: medici in tv e in radio (ma non solo) se autorizzati. L'ira dei professionisti

Coronavirus, virologi in tv solo se autorizzati: scoppia la polemica. Ecco cosa sta succedendo
Coronavirus, virologi in tv solo se autorizzati: scoppia la polemica. Ecco cosa sta succedendo - Foto Pixabay
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  • Coronavirus, l’ordine del giorno sui medici in tv e in radio

    Virologi in tv o in radio? Sì, ma solo se autorizzati. Ed è subito polemica. Nei giorni scorsi, come riporta Open.online, la Camera ha approvato un ordine del giorno sulla partecipazione in televisione o in radio degli esperti in materia sanitaria: potranno, insomma, intervenire solo dopo aver ricevuto l’autorizzazione dalla struttura in cui lavorano. L’ordine del giorno è stato proposto da Giorgio Trizzino, deputato ex M5S e oggi nel gruppo Misto, nel corso della votazione sul decreto legge Green Pass bis. Leggi anche Coronavirus, Draghi ha firmato il nuovo Dpcm: ecco cosa cambia dal 15 ottobre 2021

    Ecco cosa prevede l’odg

    Nei mesi della pandemia si è discusso a più riprese sulla costante presenza di virologi e altri medici in tv e in radio, in alcuni casi più dannosa che utile: non sono stati rari pareri nettamente contrastanti o confusionari, perché dati in pasto a chi non sempre ha le competenze scientifiche tali per recepire messaggi in ambito medico. È per questo che il Parlamento ha provato a metterci una toppa: tando all’ordine del giorno approvato, tutti i dipendenti e collaboratori di organismi ed enti in collaborazione con il ministero della Salute potranno “fornire informazioni relative alla gestione dell’emergenza Covid in corso previa esplicita autorizzazione della propria struttura sanitaria. Leggi anche Vaccinazioni, Bassetti contraddice i dati di Gimbe: “Nessun rallentamento, ora occorre il porta a porta…”

    Una norma per evitare notizie o informazioni lesive

    Tv, radio ma non solo: l’autorizzazione è infatti necessaria per tutti i mezzi di comunicazione ed è fa fornire all’inizio della partecipazione pubblica, al fine di evitare di diffondere notizie o informazioni lesive per il Sistema Sanitario Nazionale e di conseguenza per la salute dei cittadini. Il decreto Green Pass bis è stato approvato dal governo il 6 agosto e include norme riguardanti anche Scuola e Trasporti per le riaperture in sicurezza. Leggi anche Variante Covid R1, torna l’incubo contagi anche per i vaccinati

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  • Bassetti non ci sta

    Una decisione, quella della Camera, che ha scatenato immediatamente la polemica: i diretti interessati, ovvero i professionisti che dovranno essere autorizzati prima di intervenire in tv, in radio e sugli altri mezzi di comunicazione, si sono scagliati contro la norma, definendola “da regime”. Come riporta Notizie.it, secondo Matteo Bassetti del San Martino di Genova “non ci possono mettere il bavaglio, perché fino a prova contraria siamo in uno Stato democratico”.

  • Anche Galli contro la norma

    Dello stesso avviso anche tanti altri dei virologi e medici più in vista dall’inizio della pandemia. Massimo Galli, primario dell’ospedale Sacco di Milano, si è opposto alla norma, dichiarando che “siamo al grottesco”. La polemica non si è placata e le discussioni continuano: non è da escludere, dunque, che il Governo faccia un passo indietro sulla norma incriminata.

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Biagio Romano

Classe '93, napoletano di nascita, interista di fede. Scrivo sul web da quando avevo 16 anni: prima per hobby, poi per lavoro. Curioso di natura, amo le sfide (soprattutto vincerle). Mi affascinano il mondo dell'informazione e quello della comunicazione.

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