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Domenica 5 Aprile
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Ecco il Rotary Cellphone, il “vecchio” telefono con il disco per comporre i numeri: come funziona

L'ingegnere Justine Haupt ha presentato il progetto del Rotary Cellphone, il telefono con il disco per comporre i numeri come trent'anni fa: ecco tutti i dettagli

rotary cellphone
Rotary Cellphone - Foto ANSA
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  • Ecco il Rotary Cellphone, il “vecchio” telefono con il disco per comporre i numeri

    Nell’era degli smartphone di ultima generazione di Apple, Samsung, Huawei ecc. ecco un nuovo telefono che sa di ritorno al passato: è il Rotary Cellphone, come riporta Ansa.it, dispositivo con un disco rotante per comporre il numero proprio come facevano i nostri nonni. Questo telefono, ideato dall’ingegnere Justine Haupt, pare perfetto per i “nostalgici” dei vecchi telefoni di casa e gli amanti del vintage.

    I dettagli sul Rotary Cellphone

    Il Rotary Cellphone, ha spiegato l’ingegnere Haupte a Wired, è un incrocio tra un mini modem, un Bey-Blade (ricordate il cartone animato delle trottole?) e un telefonino dei primi anni 2000. Con questo dispositivo, ovviamente, si può soltanto effettuare chiamate: la base di questa invenzione è composta quasi interamente da pezzi di un vecchio telefono Western Electric Timeline, il resto da una stampante 3D. Il disco numerico copre l’intera parte frontale del telefono, dove però c’è anche uno schermo a inchiostro elettronico che mostra chiamate perse. E perché sembrerebbe un modem? Perché sulla parte laterale c’è un indicatore a led che rappresenta la potenza del segnale. L’hardware, infine, è di Arduino.

    Le parole dell’ingegnere

    In un mondo iperconnesso con persone che usano telefoni che non controllano e non comprendono, volevo qualcosa che fosse interamente mio, personale e assolutamente tattile, che mi desse anche una scusa per non mandare messaggi – ha spiegato Haupt – ma anche per dimostrare che è possibile avere un telefono perfettamente utilizzabile che va ben oltre il touchscreen”. Chissà quando questo dispositivo sarà davvero in vendita sul web o sugli scaffali dei negozi, ciò che però è noto è che questo dispositivo rappresenta un bel tuffo nel passato.

  • Quali sono i veri pericoli di usare spesso lo smartphone? Le parole dell’esperta e tutte le precauzioni da prendere

    Utilizzare lo smartphone per tante ore al giorno può agevolare il tumore al cervello: effettuare chiamate senza l’uso di auricolari per 4-5 ore in ogni giornata è molto pericoloso e favorisce lo sviluppo di neurinoma e glioma nell’emisfero cerebrale. Ciò non significa però che lo smartphone è fonte “sicura” di cancro e serie patologie cerebrali. A fare chiarezza sulla relazione tra cellulari e tumori al cervello è la dott.ssa Fiorella Belpoggi – direttrice scientifica dell’Istituto Ramazzini di Bologna intervistata da Benedetta De Mattei per SanMarinoRtv.sm – che ha condotto un importante studio su radiazioni a radiofrequenza.

    I dettagli dello studio

    “Abbiamo condotto un esperimento – ha spiegato la dott.ssa Belpoggi – per studiare l’impatto dell’esposizione su cavie da laboratorio ai livelli di radiazioni a radiofrequenza prodotti da ripetitori e trasmettitori per la telefonia mobile ad intensità di campo simili a quelle a cui anche noi siamo esposti. Lo studio ha messo in evidenza l’aumento di tumori del cervello, di neurinomi e comunque di tumori delle cellule che rivestono i nervi”. Lo studio condotto dal team guidato dalla dott.ssa Belpoggi ha riguardato 2488 ratti esposti a radiazioni GSM da 1.8 GHz per 19 ore al giorno e ha studiato le reazioni delle cavie dalla vita prenatale alla loro morta spontanea. “I risultati – prosegue la dott.ssa Belpoggi – ci fanno capire che almeno un principio di cautela debba essere adottato, non aumentando l’esposizione delle persone ma mantenendo semplicemente i livelli attuali presenti in Italia, che sono tra i più cautelativi del mondo, ossia tra i 6 e 20 V/m”.

    Le precauzioni da prendere

    Detto ciò, cosa si può fare per evitare rischi in questo senso? Ce lo spiega ancora la dott.ssa Belpoggi: “è importante non tenere i cellulari troppo vicini al corpo (in particolare ai testicoli negli uomini e al seno nelle donne ndr) e utilizzare gli auricolari via cavo (non quelli wireless ndr) durante chiamate o ascolto di musica e registrazioni vocali. Si sconsiglia anche di telefonare, se non con auricolare, in treno, autobus o spazi dove il metallo attorno non fa uscire le onde e in cui sono molti presenti molti telefoni”. “É bene poi – continua l’esperta – evitare di telefonare quando la copertura è scarsa in quanto in quei casi, per rimanere collegato alla rete, la potenza del segnale è maggiore ed emette più radiazioni”.

  • Gli altri consigli dell’esperta

    Non tenere mai il telefono sotto il cuscino – prosegue la dott.ssa Belpoggi – e metterlo in modalità aerea di notte. Spegnere il Wi-Fi di notte, quando non lo si usa, a titolo precauzionale. Stare attenti al fatto che il segnale Wi-Fi di casa sia circoscritto alla stanza dove si lavora e che non arrivi fino alle camere da letto o al resto della casa perché può apparirci comodo ma può essere pericoloso. Tra l’altro dotare di cablaggio tutte le stanze ha un costo piuttosto limitato”.

    I rischi per bambini e ragazzi

    Attenzione invece ai bambini, per cui i rischi di esposizione alla radiazioni è molto più alto. “L’utilizzo dei telefoni cellulari nei bambini – spiega ancora la dott.ssa Belpoggi – ha forti influenze anche sugli aspetti psicologici. C’è assuefazione, i bambini che si abituano a giocare con questi mezzi non usano più una costruzione o altre attività che richiedano un po’ di ingegno. Il cervello diventa in tal modo passivo e questo da un punto di vista dell’intelligenza è molto pericoloso. Anche sul lavoro i giovani fanno fatica a stare attenti, si è sottoposti ad uno stress continuo poiché stare sempre collegati mentalmente con ciò che si sta facendo, insieme all’idea che la fidanzata o un amico stiano mandando un messaggio o ci stiano cercando, non è sano. È un eccesso di comunicazione che comporta dei veri rischi per la salute”.

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Nunzio Corrasco

Laureato in Scienze Politiche e giornalista pubblicista, fin dai primi anni di liceo ho sempre coltivato la passione per la scrittura. Ho iniziato a svolgere questa attività dal 2011 ed ho avuto la possibilità di collaborare con diversi siti. Mi sono sempre occupato di scrivere notizie relative a tutto ciò che riguarda l'attualità. Esperto nel settore relativo alla salute e in quello scientifico-tecnologico, appassionato di cronaca meteo, geofisica e terremoti. Il mio motto è: “Solo chi è abbastanza folle da credere di poter cambiare il mondo, lo cambia davvero”.

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